La crisi economica spinge gli italiani verso il cibo spazzatura

La crisi economica spinge gli italiani verso il cibo spazzatura

supermercato-spesaLa crisi economica produce effetti anche sulle abitudini alimentari degli italiani al punto tale che siamo scesi tantissimo nelle graduatorie internazionali dei paesi che mangiano meglio. Insomma la crisi sta spingendo le famiglie a consumare prodotti di bassa qualità, detti anche prodotti spazzatura, o prodotti di pronto utilizzo.

Insomma, morale della favola, mangiamo molto peggio di quanto non si facesse una decina di anni fa. Ma è davvero così? Si risparmia davvero consumando i prodotti di bassa qualità? La verità, purtroppo, è tutto il contrario. Il cibo è il carburante del nostro corpo. E come per un’auto, ingerire un carburante di scarsa qualità può comportare grossi danni al motore. A differenza di un’auto, però, noi il “motore” non possiamo cambiarlo. Quindi vale la pena pensarci 2 volte prima di scegliere i prodotti che mettiamo nel carrello.

Inoltre non è sempre vero che mangiare sano significa spendere tanto. Ci sono innumerevoli prodotti di qualità che costano poco e fanno benissimo al nostro organismo. Ecco qualche consiglio per risparmiare sulla spesa senza rinunciare alla qualità.

1) Non comprare tutto al supermercato: fare la spesa al supermercato può andare bene per comprare i prodotti confezionati come la pasta ma almeno per carne, pesce, frutta e verdura è molto meglio andare nei negozi specializzati o, ancora meglio, dal produttore.

2) Frutta e verdura dal contadino: non pensare che sia così difficile come pensi. Anche nei mercati rionali delle grandi città ci sono banchi dove i contadini vendono direttamente i propri prodotti. Molti invitano i clienti anche a fare visita alle proprie aziende così da poter verificare la bontà del processo produttivo. Spesso il prezzo di frutta e verdura è uguale o leggermente inferiore a quello del supermercato e i prodotti sono molto più freschi (il che significa che se ne rovineranno molto meno).

3) Pesce azzurro: a parte il fatto che il pesce si compra solo nelle pescherie di massima fiducia, bisogna anche sottolineare che va scelto nel modo giusto. Non compriamo sempre orate o spigole (che poi molte volte sono di allevamento), esistono tanti pesci che sono buonissimi, fanno benissimo ma la gente non è abituata a cucinare e per questo sono poco richiesti e costano quasi niente. Un esempio? Una buonaspigola pescata si aggira intorno ai 20 euro al chilo, un sugarello intorno ai 7-8 euro al chilo.

4) Carne, occhio al taglio: per la carne stesso discorso del pesce. Si compra solo dal macellaio o direttamente dall’allevatore. Se si vuole risparmiare si può scegliere un taglio meno pregiato che può costare fino al 70% in meno pur mantenendo la stessa qualità nutrizionale.

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