Ossa del bacino: ecco quali sono le principali

Il nostro scheletro è costituito da 206 ossa in totale. Sono legate tra loro da cartilagini e articolazioni che fanno funzionare il nostro corpo come una macchina perfetta. Nonostante tutti siano collegati tra loro per poter funzionare, alcune ossa sono composte da più ossa di dimensioni inferiori. Un caso è ad esempio quello del bacino.

Cos’è il bacino

Il bacino, detto anche pelvi, è la struttura definita osteo-articolare che si trova nella parte inferiore ed estrema del tronco. Il bacino ha una struttura articolare molto complessa costituita da moltissime parti che contribuiscono al perfetto funzionamento dell’ossatura che ci regge, di fatto, in piedi.
Il bacino è costituito dalle ossa iliache, che sono due che si articolano tra di loro per funzionare. Poi troviamo l’osso sacro che ai lati possiede le ossa iliache con cui si articola e che ha la funzione di “chiudere” il bacino sulla parte posteriore. L’articolazione tra le due ossa laterali prende il nome di sacro-illiaca. Poi abbiamo il coccige, che funge anch’essa da chiusura posteriore del bacino, ma sul lato inferiore e che si articola con l’osso sacro.

Come si costituisce

Il bacino può essere diviso in due regini denominate “grande pelvi” e “piccola pelvi”. La prima si riferisce alla parte superiore del bacino mentre la seconda alla parte inferiore. Questa distinzione viene fatta grazie all’articolazione che l’osso sacro crea insieme alle ossa iliache. Questo crea una sorta di restringimento che assume una forma leggermente ovale sulla superficie interna dell’osso del bacino.

Sono le ossa iliache e le ossa dell’anca a costituire interamente le pareti della grande pelvi. Nel caso delle pareti della piccola pelvi, invece, la situazione è più articolata. Anteriormente esse sono costituite dal pube e nella parte laterale dal ramo del pube e dall’ischio. Posteriormente, invece, sono costituite dalle parti anteriori del coccige e soprattutto dell’osso sacro. L’osso sacro, che si articola con il coccige, è anche lui una derivazione della fusione di più vertebre. Con l’evoluzione, l’uomo che in principio era scimmia e possedeva la coda, ha perso la coda e le ossa che la costituivano si sono progressivamente atrofizzate.

Evoluzione

Molte parti del corpo che durante l’evoluzione hanno perso il loro utilizzo, si sono man mano atrofizzate fino a scomparire. Questo perchè il nostro corpo si adatta alle condizioni in cui viviamo e soprattutto alle nostre abitudini. Facendoci caso, anche quando magari modifichiamo la nostra andatura, la nostra postura, il nostro modo di mangiare, il nostro corpo cerca di adattarsi al meglio alle nostre abitudini.

Questo è stato fondamentale per poter arrivare ad una evoluzione che eliminasse le parti inutili per sviluppare quelle più utili. Un esempio è anche l’appendice che, ad oggi, esiste ancora seppur fondamentalmente inutile. Con il passare del tmepo è probabile che essa scompaia definitivamente.

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